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AidWatch 2012: making sense of EU development cooperation effectiveness

CONCORD AidWatch Special Report on the post-Busan development effectiveness agenda assesses the process of the Busan Partnership Agreement and the quality of EU aid.
The report identifies three key flaws of EU development cooperation: the EU aid architecture remains fragmented and poorly coordinated, the share of aid that is an actual and sustainable North-South financial transfer is limited due to formal and informal aid tying, too little aid focuses on poverty eradication because aid allocation remains distorted by non-developmental objectives.
Aid Effectiveness targets missed: The report assesses to what extent EU donors have implemented the aid effectiveness commitments made in the Paris Declaration (2005) and the Accra Agenda for Action (2008). It finds that provider countries as a whole met only one in 13 targets that were due in 2010. Progress was very uneven across EU providers, with some making more progress than others: Denmark scored best and met 7 targets, while Belgium and Luxemburg met only one target each. It finds also that recipient countries made more progress and effort in implementation than providers, and that donors progress has slowed down, in some areas has even been reversed, since 2007.
Mixed blessing at Busan: Busan lead to mixed results concerning the main aims of addressing the unfinished business of the aid effectiveness agenda, and responding to the new development landscape in which new providers from the south and the private sector play an increasingly important role. Busan failed in particular to agree on effective implementation and accountability mechanisms. The EU governments have demonstrated much less effort to push for a strong, binding and far-reaching agreement in Busan than at previous HLFs in Paris and Accra, and played a particular harmful role in opposing a strong monitoring and accountability framework for actual implementation.
Transparency and Joint Programming: The report also deals in detailed thematic chapters with two selected issues of the wide aid and development effectiveness agenda: aid transparency and joint programming. These are the issues currently prioritized by EU governments and the European Commission. While there was some progress on aid transparency and the EU has passed a ‘Transparency Guarantee’, the EU member states are still lagging behind the non-EU donors. Slightly more than 70% of EU member states have ’poor’ or ‘very poor’ aid transparency.
Uneven but overall unsatisfactory post-Busan action: EU providers’ efforts to implement Busan commitments are once again uneven across EU countries, but overall limited and unsatisfactory. One year after Busan, the necessary and effective institutions to drive implementation are still not in place.

Tentative Jihad: Syria’s Fundamentalist Opposition

Middle East Report N°131
The presence of Salafi groups among Syria’s armed opposition is an irrefutable, damaging yet not necessarily irreversible trend. Breaking this cycle will require the opposition to curb their influence, members of the international community to coordinate their policies and a perilous military stalemate to transition to a political solution

Giustizia minorile e servizi sociali in Montenegro

Per promuovere e stimolare il dibattito sul sistema della giustizia minorile in Montenegro, dove l’entrata in vigore della nuova legge ha aperto una nuova e delicata fase di transizione, sono arrivate a Podgorica due tra le massime rappresentanti della giustizia minorile italiana: la dott.sa Melita Cavallo, Presidente del Tribunale dei minorenni di Roma,e la dott.sa Isabella Mastropasqua, Dirigente del Dipartimento Giustizia Minorile – Ufficio Studi, ricerche e attività internazionali. Insieme a magistrati, giudici, operatori attivi nella tutela dei minori, e a rappresentanti del Ministero della Giustizia e dei Diritti Umani del Montenegro, le esperte italiane hanno partecipato all’incontro “Giustizia minorile e servizi sociali in Montenegro”, organizzato da COSV nell’ambito del progetto “Integrazione e sostegno delle minoranze nel Sud Est dei Balcani”, co-finanziato dalla Cooperazione allo Sviluppo del Ministero Affari Esteri italiano.

Con l’introduzione del nuovo quadro legislativo, in vigore dal 1 settembre 2012, il Montenegro ha dimostrato la volontà di allinearsi alle legislazioni in materia in vigore negli altri paesi europei e ha trovato l’appoggio della comunità internazionale, come ha confermato la dott.sa Natasa Radonic – del Ministero della Giustizia e dei Diritti Umani del Montenegro, illustrando le linee generali del nuovo quadro legislativo. Il rinnovo legislativo, però, deve essere ora seguito da un adeguamento operativo.

Per contribuire alla delicata quanto importante fase di applicazione della nuova normativa, la dott.sa Cavallo e la dott.sa Mastropasqua sono intervenute portando nel dibattito esperienze e best practices italiane. “La formazione degli operatori del settore, così come la conoscenza e il positivo coinvolgimento del contesto sociale in cui il minore in conflitto con la legge è inserito, sono fattori chiave per facilitare la rapida fuoriuscita dal circuito penale e il reinserimento nella società”, ha sottolineato la dott.sa Cavallo. Un’attenzione, quella ai servizi sociali, ancora fragile nel sistema montenegrino, dove le competenze e le risorse degli operatori sociali sono scarse e manca un modello di coordinamento organico capace di mettere in connessione i vari attori istituzionali e non coinvolti.

“Il ruolo dei servizi sociali è centrale e va rafforzato” ha commentato la dott.sa Mastropasqua, “occorre privilegiare la centralità del minore e il progetto educativo, e per questo servono risposte individualizzate. Ci vorrà tempo, ma è necessario sin da ora proseguire nel percorso di consolidamento del sistema di welfare in corso nel Paese. Il confronto tra diversi modelli è importante: mi auguro ci possano essere altre occasioni di scambio”.

Un segnale molto positivo è arrivato anche dalla Bosnia Erzegovina, rappresentata dal prof. Vesnovic dell’Università degli Studi di Banja Luka. Portando nel dibattito l’esperienza comparata dei quadri legislativi nei paesi della ex Jugoslavia, il prof. Vesnovic ha sottolineato il ruolo della ricerca universitaria in materia di minori in conflitto con la legge e ha espresso l’interesse a replicare il dibattito su giustizia minorile e servizi sociali anche a Banja Luka.

“Siamo molto soddisfatti che sia emerso un interesse congiunto, sia da parte degli esperti internazionali che degli operatori locali impegnati sul tema della giustizia minorile, a collaborare per rafforzare il percorso di implementazione della nuova legge” ha detto Alessandro Brullo, rappresentante COSV per i Balcani, in chiusura dell’evento. “Da parte nostra, confermiamo la volontà a continuare il percorso che stiamo portando avanti nella Regione, e nello specifico in Montenegro: il supporto dell‘institutional building e della trasformazione del welfare e delle imprese sociali”.