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Disabilità e HIV: combattere lo stigma in Zimbabwe

Nella provincia del Mashonaland West si stima ci siano circa 200.000 persone affette da HIV e 122.450 che vivono con disabilità. In molti casi queste persone vivono in povertà, non possono pagare i servizi sanitari o non possono accedervi a causa dello stigma, la discriminazione e la mancanza di informazioni. Le persone affette da disabilità sono quelle che soffrono di più del collasso dei servizi sociali: la disabilità è vista infatti in modo totalmente negativo a causa di fattori culturali, ignoranza, superstizione e paura. Per contribuire al miglioramento della qualità di vita dei disabili e dei malati di HIV, il progetto interviene a supporto dei Community Service Office (CSO) locali, ovvero delle strutture informali che offrono servizi sociali alla comunità. Il progetto lavora con 5 delle organizzazioni più importanti che si occupano di AIDS nella provincia per far includere, tra le loro attività, anche servizi che siano accessibili e adatti alle necessità e ai bisogni delle persone disabili, e per promuovere un cambiamento comportamentale a livello comunitario e combattere lo stigma e la discriminazione. Nei due distretti sono stati creati gruppi di supporto psicosociale e di scambio di informazioni e discussione: i gruppi sono composti da persone affette da HIV o disabili che – avendo seguito un percorso di formazione specifico –offrono a livello comunitario servizi di consulenza e di supporto a persone con disabilità, ai loro familiari e alle persone con HIV. In parallelo, sono stati organizzati corsi a sostegno di circa 1.000 persone disabili e affette da HIV, le loro famiglie e i loro tutori.

Diversificazione della produzione agricola a Hwange and Binga

I distretti di Hwange e Binga si trovano nella regione del Matabeleland Nord, dove oltre l’80% della popolazione rurale vive al di sotto della soglia di povertà alimentare. In queste aree l’insicurezza alimentare minaccia la vita quotidiana di tutta la comunità: non si tratta solamente di limitate o inesistenti possibilità di accesso al cibo, ma di un complesso contesto in cui la denutrizione alimenta un ciclo vizioso fatto di alimentazione sbagliata, mancanza di entrate economiche che possano diversificare la dieta, necessità di trovare soluzioni immediate per sfamare la famiglia e conseguente implicazione in attività, spesso negative, per integrare il reddito.

A Hwange e Binga le colture e la gestione del bestiame si sono ridotte alla sussistenza, e mal gestite hanno creato il deperimento del suolo e dell’acqua. La necessità di entrate economiche ha spinto e tuttora spinge verso meccanismi rischiosi, come scambi transfrontalieri e prostituzione, e malattie come HIV/AIDS sono dilagate, riducendo il numero di persone in grado di lavorare nei campi.

Insieme a Lead Trust e Lubancho House, due organizzazioni locali da anni attive nei settori dell’agricoltura e nel sostegno alle persone affette da HIV/AIDS, abbiamo avviato all’inizio del 2010 un programma di diversificazione a basso costo dei mezzi di sostentamento per potenziare la produzione alimentare sostenibile e migliorare la nutrizione e il tenore di vita delle comunità e dei gruppi vulnerabili. Attraverso la coltivazione di orti e la produzione e commercializzazione di colture ad alto valore nutritivo si vuole ridurre  la dipendenza dalle dispense alimentari e il rischio di produzione di monoculture.

I piccoli agricoltori vengono quindi formati sulle pratiche agricole sostenibili, sulla diversificazione delle colture e sullo sviluppo delle sementi resistenti alla siccità che garantiscono raccolti di cereali e legumi in grado di rispondere ai fabbisogni comunitari. Anche nell’allevamento, il progetto interviene a supporto delle famiglie formando i piccoli allevatori nella gestione del bestiame. Per aumentare le attività produttrici di reddito nei due distretti, sia gli allevatori che gli agricoltori vengono accompagnati nel processo di gestione del surplus produttivo ed inseriti nei mercati privati.

Empowerment della società civile per rafforzare la partecipazione e i processi nazionali in Zimbabwe

Lo Zimbabwe è un paese in cui la società civile è presente con numerose e diversificate organizzazioni, che spaziano dalle associazioni dei residenti ai gruppi di donne, dalle associazioni studentesche ai gruppi di riflessione e sindacati. Il paese ha grande esperienza e un background coerente nella cittadinanza attiva, e si sente l’esigenza di rafforzare il percorso incoraggiando i gruppi ad agire in modo coordinato, dinamico e su più livelli.

Il progetto si inserisce in questo contesto per contribuire alla costruzione di un ambiente sempre più partecipativo ed inclusivo – promuovendo l’effettiva implementazione dei requisiti democratici espressi nel Global Political Agreement (GPA) e rafforzando le competenze dei gruppi della società civile negli ambiti dell’informazione, della formazione, dell’istruzione e del national healing. Si svilupperà quindi un programma, integrando una serie di azioni che ruotano su cinque settori chiave della struttura della società civile dello Zimbabwe:

Educazione civica dei giovani e sviluppo della partecipazione sociale

Educazione alla cittadinanza e coinvolgimento della popolazione nelle azioni sociali

Sviluppo del servizio informativo delle radio comunitarie locali

Sviluppo dell’inclusione sociale a livello comunitario

Sviluppo dell’espressione artistica e comunicativa per il sociale

Si apriranno dei centri giovanili per favorire la partecipazione dei giovani, che informati e coinvolti in modo responsabile saranno in grado di partecipare ai processi nazionali. Per informare inoltre i cittadini e renderli partecipi delle dinamiche del paese, verranno prodotte delle pubblicazioni di educazione civica e organizzati incontri e dibattiti per parlarne. Un ruolo chiave sarà dato alle radio comunitarie: si costituiranno nuove strutture nelle comunità isolate e si lanceranno nuovi programmi informativi. La partecipazione della cittadinanza sarà inoltre promossa attraverso l’espressione artistica e le attività culturali, supportando in particolare la presenza dei giovani a concerti e eventi nazionali.