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Turismo Sostenibile e protezione dell’ambiente naturale in Nord del Montenegro e Sud della Bosnia

Le municipalità di Zabljak e di Pluzine in Montenegro e la municipalità di Foca in Bosnia sono tra le aree economicamente più svantaggiate dei due paesi; la maggior parte della popolazione locale segue uno stile di vita rurale, basata su allevamento e agricoltura di sussistenza. I servizi turistici presenti sono ancora allo stato embrionale, nonostante le importanti potenzialità turistiche della regione, per la quale lo sviluppo di un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente può rappresentante un importante motore di crescita economica.

Con questo progetto si vuole creare una partnership duratura tra i due parchi nazionali per coordinare le attività di sviluppo comuni all’area di confine. Per rafforzare la capacità di attrazione dei servizi e prodotti che possono venire offerti ai turisti nazionali, regionali ed internazionali e garantire il rispetto di sensibilità etiche e ambientali vengono introdotti e condivisi standard di qualità nelle attività economicamente sostenibili.

Il coordinamento tra i due Parchi ambisce inoltre a migliorare la consapevolezza sulla presenza e sfruttamento del patrimonio culturale e naturale della zona. Il progetto vuole infatti supportare la comunità locale che risiede nelle zone di confine tra Bosnia e Montenegro ad utilizzare in modo sostenibile le risorse presenti come fonti di reddito, in modo da innestare uno sviluppo economico dell’area.

Attraverso il rafforzamento di strutture turistiche e servizi comuni all’area di confine improntati ad un turismo sostenibile e comunitario, si vogliono migliorare le condizioni di vita e le opportunità di impiego della popolazione residente nelle aree rurali comprese tra i due parchi nazionali del Durmitor in Montenegro e del Sutieska in Bosnia.

Appoggio ai piccoli agricoltori agro-ecologici della Regione Piura, Perù

Nella regione Piura la metà della popolazione rurale vive in condizioni di povertà: un situazione preoccupante, riconducibile ai “paradossi delle campagne affamate”:  nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo dove si sono addomesticate la maggior parte delle principali coltivazioni che oggi alimentano l’umanità, gli agricoltori non dispongono delle sementi, che sono prodotte da poche multinazionali. Inoltre, mentre nelle città si mangia relativamente bene, nelle campagne, dove si pratica l’agricoltura e si produce il cibo, si registrano i più alti indici di cattiva alimentazione e denutrizione.

Sono almeno 50.000 i piccoli agricoltori della regione che vivono in condizioni precarie: bassa qualità dei servizi basici, infrastrutture insufficienti, sanità ed istruzione fatiscenti, strade in cattivo stato e pochi meccanismi per favorire l’integrazione produttori-consumatori o agevolare l’accesso degli agricoltori ai principali mercati. Per superare questa situazione i piccoli agricoltori, che garantiscono gli alimenti per la popolazione urbana, si stanno organizzando e richiedono che le autorità emettano ordinanze e allestiscano piani di commercializzazione che favoriscano il consumo di alimenti sani, sovrani ed a zero chilometri.

Con questo progetto si vuole contribuire al miglioramento delle condizioni di vita degli agricoltori nelle zone rurali più depresse della Regione Piura, promuovendo la valorizzazione e la diffusione di buone pratiche agricole per la coltivazione e commercializzazione delle varietà agro-alimentari native, essenziali per la sicurezza alimentare. Sarà fondamentale in questo senso l’applicazione delle leggi relative alla sicurezza e sovranità alimentare e il rafforzamento del ruolo dei governi locali per tutelare e favorire il consumo di prodotti agricoli locali.

200 unità produttive verranno dotate di sistemi di irrigazione ottimizzati, migliorando la fertilità dei suoli, e 100 piccoli agricoltori realizzeranno la selezione, la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di materiale di propagazione (talee, tuberi, semi, ecc.) non infetto da funghi, virus, fitoplasmi e batteri.  Attraverso la certificazione agro-ecologica (SGP) e lo sviluppo di “mercati della terra”, si promuoverà la coltivazione e commercializzazione di dieci prodotti tipici.

Gestione ambientale sostenibile e controllo della desertificazione in Ecuador e Perù

Obiettivo del progetto è quello di contribuire al miglioramento della qualità di vita delle popolazioni residenti nella zona di frontiera Ecuador-Perù attraverso la gestione sostenibile dell’ecosistema locale del Bosco Secco, rafforzando le capacità dei piccoli produttori di implementare politiche ed azioni che promuovano buone pratiche di gestione ambientale.

A conclusione delle cinque annualità di progetto, il sistema di approvvigionamento dell’acqua e di irrigazione è nettamente migliorato con sistemi di captazione, trattamento e distribuzione d’acqua potabile nelle comunità rurali,  un laboratorio municipale per l’analisi della qualità dell’acqua, 90 pozzi con le rispettive pompe e 100 sistemi d’irrigazione con diverse tipologie (a goccia, per aspersione e per gravità).

I piccoli produttori sono stati accompagnati nel processo di transizione all’agricoltura biologica, con 2 vivai istituzionali e 4 vivai comunitari, la raccolta, selezione e riproduzione di sementi agricole e forestali autoctone, il recupero e la valorizzazione delle tecniche ancestrali di agricoltura sostenibile, la re-introduzione di concimi naturali e associazione di coltivazioni e l’installazione di sistemi agro-forestali e silvo-pastorali.

Inoltre, abbiamo lavorato alla riforestazione con la rigenerazione naturale di alcune aree protette del bosco e la piantumazione di leguminose, con studi sulle caratteristiche peculiari della regione Tumbesina e la pubblicazione di inventari delle specie endemiche della zona delle tecnologie produttive tradizionali della zona del Bosco Secco. In parallelo, sono state organizzate campagne di sensibilizzazione tra scuole e comunità locali.