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Rapporto AidWatch 2012

INVESTIRE NELLO SVILUPPO GLOBALE, GUARDANDO AL NOSTRO FUTURO

L’APS dell’Italia passa 0,15% del 2010 allo 0,19% del 2011, ma su dati gonfiati. Arab.

In realtà è pari allo 0,13% del PIL E’ stato presentato oggi, in contemporanea in tutta Europa il sesto Rapporto Aidwatch, elaborato da CONCORD, la confederazione europea che rappresenta 1800 ONG di 26 associazioni nazionali e 18 network internazionali. Il Rapporto fotografa ogni anno la cooperazione allo sviluppo dell’Unione Europea e dei singoli Paesi Europei. Il totale dell’investimento europeo per la lotta alla povertà, gli obiettivi del Millennio e lo sviluppo sostenibile è stato nel 2011 di 53 miliardi di Euro.

Nove Paesi, Lussemburgo, Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Malta, Belgio, Irlanda, Finlandia hanno mantenuto lo stanziamento finanziario al di sopra dello 0,5% del PIL, tenendo fede agli impegni assunti. Germania e Francia sono di poco al di sotto dello 0,5%, pur rimanendo in posizione di rilievo. Undici paesi europei hanno invece tagliato i finanziamenti rispetto al 2010 e la più alta diminuzione è stata quella di Spagna (-53%) e Italia (-38%).

Alcuni Paesi hanno nascosto tali tagli contabilizzando come aiuto allo sviluppo nel 2011 costi impropri, quali la diminuzione o remissione del debito, i costi per l’accoglienza di richiedenti asilo o di studenti, e altri simili. Il Rapporto fotografa anche la situazione italiana, che rimane agli ultimi posti nella graduatoria europea. Esso evidenzia da un lato la novità del Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione e dall’altro la sorpresa di molti osservatori internazionali di fronte ai dati OCSE-DAC sui finanziamenti allo sviluppo dell’Italia nel 2011. Viene infatti registrato un aumento dei fondi dallo 0,15% del 2010 allo 0,19% del 2011, nonostante i rilevanti tagli subiti costantemente dal 2008 in poi in particolare per la cooperazione gestita dal MAE. E’ bastato inserire nei dati inviati all’OCSE-DAC il costo per l’accoglienza dei rifugiati, per portare gli aiuti bilaterali ad un +30% e la remissione di debiti ormai inesigibili, per un altro +35%. Le previsioni per il 2012 sono di uno stanziamento complessivo pari allo 0,13% del PIL, con una ripresa dello 0,16% nel 2015.
Sempre agli ultimi posti in Europa, a meno di un cambio di rotta. “Per far ciò – affermano le tre Reti delle ONG italiane, AOI, CINI e LINK2007 –  occorre un salto culturale, una nuova visione del ruolo dell’Italia nel mondo, che porti a vedere la cooperazione con i paesi in via di sviluppo come un investimento per il nostro paese e per il suo futuro”.

Semina con noi la solidarietà internazionale

SEMINA CON NOI LA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE
SAVE THE DATE
COSV organizza
dal 25 al 30 giugno 2012
presso il Centro Botanico di Via Cesare Correnti 10 (Milano)

una settimana per immergersi negli orti del Matabeland Nord – in Zimbabwe, e tra le piante del Parco di Gilé – in Mozambico, e conoscere i progetti che il COSV realizza con il contributo del Comune di Milano e di Regione Lombardia.

Presso il Centro Botanico, che dal 1975 si impegna per far conoscere le piante, i prodotti biologici e le modalità di consumo nel rispetto della natura, COSV allestirà un corner speciale “Mozambico/Zimbabwe” con immagini dal campo, video e informazioni sulle attività in corso. Un’esperienza di incontro con la natura, l’agricoltura e l’alimentazione che proseguirà anche fuori dal Centro.. per seminare insieme la solidarietà internazionale!

Lunedi 25 giugno, dalle ore 18.00, vi aspettiamo per il lancio dell’iniziativa,
con un omaggio speciale
dedicato a chi, come noi, si impegna per la tutela della natura, della biodiversità e dei parchi!

DOVE:
CENTRO BOTANICO – Via Cesare Correnti, 10 – Milano

QUANDO
Lunedì 25 giugno: dalle ore 18.00
Da martedi 26/06 a sabato 30/06: dalle 10:00 alle 19:45

Per informazioni: COSV – 02.2822852 – comunicazione@cosv.org

Montenegro| Nuove partnership per lo sviluppo sociale

 

Il Montenegro ha avviato un processo di decentralizzazione dei servizi dal Sistema di Controllo Centrale alle autorità locali, processo necessario per proseguire sulla strada dell’adesione del Paese all’Unione Europea.

Nel processo di avvicinamento del Montenegro all’Europa,  il contributo delle organizzazioni della società civile allo sviluppo economico e sociale è fondamentale e in fase di consolidamento.

L’intervento delCOSV in tale area punta a favorire lo sviluppo delle politiche e dei partenariati tra le organizzazioni della società civile e le autorità pubbliche per l’erogazione di servizi a livello locale nel settore dei servizi sociali (in particolare quelli a sostegno dei gruppi vulnerabili), coinvolgendo i principali attori istituzionali a livello nazionale. In Italia, il COSV ha stipulato un accordo di collaborazione con Con.Solida, la più estesa rete di imprese sociali operante in Trentino (www.consolida.coop), che raggruppa 47 cooperative sociali e un’organizzazione di cooperazione internazionale, e due organismi di sviluppo cooperativo. Un altro attore coinvolto è KFO, un’organizzazionie rappresentativa di lavoratori per il settore cooperativo e no-profit, con 2500 cooperative socie.

Il coinvolgimento di Consolida e di KFO mira a rafforzare un gruppo di lavoro multisettoriale e multidisciplinare tra organizzazioni della società civile e delle municipalità.

Lo scopo della collaborazione tra COSV, Trento e Con.Solida risiede essenzialmente nella possibilità di condividere delle esperienze e conoscere nuovi metodi e strumenti da poter adottare nell’area di gestione delle politiche sociali a livello locale. Questo comprende non solo la mera elaborazione dei piani sociali ma soprattutto l’adozione di nuove proposte e il miglioramento dei piani esistenti attraverso un approccio innovativo che possa essere applicato anche al contesto montenegrino.

A sostegno di tale importante collaborazione, una delegazione di 25 rappresentanti montenegrini, composta da esponenti della società civile e delle autorità locali, provenienti dalle municipalità di Nikšić e Bijelo Polje, dal Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali, dal Ministero degli Interni e Pubblica Amministrazione e rappresentanti delle organizzazioni non governative locali, ha incontrato gli esperti della Provincia e del Comune di Trento e di Con.Solida.

La visita della municipalità montenegrina a Trento ha consentito di approfondire la conoscenza e analizzare il funzionamento di una delle province europee più avanzate nella gestione dei servizi sociali, conoscerne il sistema cooperativo adottato, percepito come buona pratica nell’ambito del welfare, e tentare di applicarlo anche in Montenegro. Tale modello si basa su una metodologia molto innovativa, che potrebbe rappresentare una buona risposta alle esigenze del settore delle politiche sociali del Montenegro, sia a livello locale che nazionale.

Uno degli obiettivi strategici su cui si fonda il processo di riforme avviato in Montenegro e’ dato dal decentramento e dalla creazione di partenariati tra pubblico e privato. L’analisi comparativa tra il sistema PAT e quello montenegrino ha consentito di avere una visione più ampia del modo di creare un servizio di qualità in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini, in particolare in relazione ai settori sanitario e del social welfare.

Raccogliendo le esperienze relative alla gestione delle politiche sociali a Trento e al progetto europeo di supporto alla società civile che il COSV sta realizzando in Montenegro, i dipartimenti relativi all’assistenza sociale e al collocamento hanno avuto a disposizione nuovi esempi da poter applicare al contesto montenegrino, nel rispetto, ovviamente, della normativa nazionale e in linea con i bisogni reali del Paese.

La PAT ha subito, a partire dal 2001, una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire le politiche sociali che ha portato oggi a ritenere il modello di Trento di gestione dei servizi sociali quale  modello innovativo da esportare anche in altri territori, per lo più grazie al fatto che esso si basa su alcuni principi fondamentali: il passaggio da una dimensione in cui la centralità delle politiche sociali era dalla parte dell’offerta, cui i bisogni dei cittadini dovevano a loro volta adattarsi, a una dimensione in cui i bisogni divengono il fulcro determinante l’offerta stessa; mettere al centro delle politiche sociali l’individuo/persona e i suoi bisogni, cercando di attivare solo i servizi necessari a soddisfarli; guardare all’individuo/persona come “membro di una comunità”, i cui bisogni possono ritenersi completamente soddisfatti solo agendo anche sull’ambiente in cui tale individuo vive (a tal proposito, un esempio potrebbe essere dato dai servizi offerti a sostegno della famiglia); migliorare il rapporto tra pubblico e privato, creando alleanze, sinergie e collaborazioni in grado di determinare una dimensione di governance in cui il pubblico promuova senza dettare dall’alto le regole; una “responsabilità sociale” in cui ciascuno metta a disposizione le proprie competenze.

Va inoltre sottolineato che il presupposto principale da cui bisogna partire per comprendere al meglio il modello PAT si basa su una visione non restrittiva delle politiche sociali, secondo cui ogni politica andrebbe letta in termini “sociali”.

È da precisare che l’esportazione di un modello di questo tipo in contesti diversi da quello trentino, può rivelarsi vincente solo disponendo di un quadro normativo favorevole, come quello adottato dalla PAT.

La partecipazione di Con.Solida al progetto di supporto alla società Civile in Montenegro ha dei notevoli riscontri positivi. In primo luogo, le consente di condividere la sua esperienza con altre realtà e, in questo modo, avere la possibilità di rileggere il proprio percorso alla luce di quello altrui e sviluppare una sempre maggiore consapevolezza di se stessa. Inoltre, la collaborazione al progetto consente a Con.Solida di contribuire alla diffusione di esperienze radicate su principi e valori che essa ritiene positivi e creare nuove relazioni che possano tradursi in future collaborazioni in grado di apportare un surplus anche al suo lavoro.

Per quanto riguarda la collaborazione tra attori privati, ONG e istituzioni, l’esperienza di Con.Solida insegna che solo attraverso una metodologia partecipativa nella costruzione delle politiche sociali e’ possibile determinare azioni di reale impatto sulla risposta dei bisogni in un quadro di sostenibilità economica. Bisogna inoltre sottolineare che da tale approccio deriva anche un altro vantaggio, quello di favorire la creazione di un contesto basato sull’inclusione e la coesione sociale.

La presenza di un consorzio di imprese sociali come quello di Consolida  o KFO nella partnership per il decentramento non soltanto svolge un ruolo fondamentale all’interno di un contesto basato sulla metodologia partecipativa, ma rappresenta un attore importante anche in relazione alle politiche sul decentramento. Data la sua natura, un consorzio e’ infatti in grado di diffondere sui territori in cui sono presenti le proprie associate non solo servizi e attività, ma anche una vera e propria cultura del decentramento, intesa come responsabilità condivisa.

In questo contesto, Il COSV che e’ un organismo che si e’ radicato nei Balcani occidentali come un attore che favorisce lo sviluppo mobilizzando non solo fondi, ma anche idee ed esperienza, gode di profonda conoscenza della realtà locale, ha i contatti e le strutture, ha le relazioni sia a livello pubblico e politico che a livello del tessuto produttivo, delle organizzazioni locali della società civile, ha il polso e la conoscenza delle aree di bisogno. Può quindi farsi promotore di modelli economici di sviluppo sostenibili, basati sulla propria identità italiana ed europea, facilitando le relazioni e fornendo la propria piattaforma logistica, in senso ampio. E’ inoltre in grado di controllare e garantire l’eticità degli interventi. Può, insomma, trasformarsi in un volano di sviluppo economico sostenibile e duraturo, sia per gli attori dei Balcani sia per gli attori italiani ed europei, facilitando l’internazionalizzazione dell’impresa sociale, come in questo esempio. Insieme al consorzio LINK 2007, e’ uno dei maggiori promotori ed innovatori nel campo  dei nuovi modelli di partnership nella cooperazione,che coinvolgono mondo privato, università, istituzioni e ONG, nel contesto italiano e non solo. L’obiettivo del COSV attraverso questo progetto, è quello di riuscire a compiere un salto qualitativo, che permetta di superare gli steccati ideologici che spesso impediscono di considerare lo sviluppo umano, sociale ed economico come parti dello stesso insieme. In questo senso,  i Balcani e lo spazio mediterraneo (ma non solo) oggi rappresentano un grande laboratorio ideale dove tentare di superare la prassi del  cosiddetto ”progetto a dono”, verso un modello di cooperazione che possa favorire la crescita contemporanea e reciproca dei vari territori coinvolti. E’ inoltre necessario sviluppare delle prassi di utilizzo dei fondi Europei (che per il momento sono fondi di pre-accesso ma che presto diverranno fondi strutturali) che siano efficaci e aiutino lo Sviluppo e l’integrazione tra i paesi dell’Europa. In questo modo aiutare a trovare delle soluzioni per l’uso di queste risorse che possano essere utili anche per l’Italia e gli altri paesi europei, in particolare i paesi e le regioni dell’Europa meridionale, che non sempre hanno saputo trarre il giusto vantaggio da tali risorse.