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Il risveglio della Somalia

Raramente in Somalia ci si è abbandonati all’ottimismo nel corso degli ultimi vent’anni. Non pochi guardano ancora con scetticismo all’evoluzione del quadro politico e di sicurezza che negli ultimi sei mesi hanno interessato – positivamente – il martoriato paese. Non c’è dubbio, tuttavia, che la portata degli eventi in corso sia a dir poco straordinaria, con prospettive decisamente migliori rispetto al passato, nonostante le non poche insidie ancora presenti.

L’Italia nel paradosso delle forze afghane

In occasione dell’audizione davanti alle commissioni Difesa di Camera e Senato dell’11 ottobre 2012, il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha confermato il progressivo disimpegno dei militari italiani dal teatro afghano nell’arco dei prossimi due anni. Il contingente stanziato subirà una riduzione sempre più accentuata, in linea con il piano Nato che prevede il ritiro della missione internazionale Isaf (International Security Assistance Force) entro il 2014. Autonomia In vista di tale scadenza, le forze di sicurezza afghane

Balcani | “Celebrating Communities”

Si è concluso con un grande concerto al Teatro Nazionale di Podgorica, in Montenegro, l’evento “Celebrating Communities. Words and Sounds for Integration”, organizzato da COSV e Intersos in chiusura del progetto triennale “Integrazione delle minoranze nel Sud Est dei Balcani” – co-finanziato dalla Cooperazione allo Sviluppo del Ministero Affari Esteri italiano. Sul palco i due massimi esponenti della musica Rom orientale e occidentale: Alexian Santino Spinelli e Esma Redzepova. I due artisti, entrambi designati nel 2008 ambasciatori dell’arte e della cultura Romanì nel mondo, hanno dato ritmo alle diverse sfumature della cultura Rom in Europa, accompagnando il pubblico in un tour musicale che ha attraversato Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Russia e Balcani. Un concerto emozionante, che ha riempito la sala del Teatro, per celebrare l’incontro delle culture attraverso l’arte.

Incontro, integrazione e dialogo sono le parole chiave del progetto “Integrazione delle minoranze nel Sud Est dei Balcani”, avviato nel 2009 per facilitare l’interazione tra culture in Montenegro, Macedonia e Kosovo e favorire processi di integrazione tra le diverse comunità. Insieme ad un network di associazioni regionali impegnate in processi di dialogo interculturale, sono state coinvolte le comunità Serba, Albanese, RAE, Bosniaca in attività che hanno spaziato dalla cucina alla danza, dal teatro alla fotografia, affiancate a percorsi in ambito socio-educativo, per la promozione dell’alfabetizzazione dei giovani adulti, la scolarizzazione dei bambini e l’inclusione lavorativa delle fasce più vulnerabili. “Integrazione è una strada a doppia corsia, da percorrere insieme”, ha detto in conferenza stampa una rappresentante di Mosaic, associazione partner in Kosovo. “E’ fondamentale lavorare per il dialogo culturale, per trovare modalità di vivere tutti insieme. Stiamo andando nella direzione giusta, e possiamo fare molto per la nostra società. Ci piace pensare che l’Europa possa partecipare con noi a questo processo”.

Dopo tre anni di lavoro in parallelo nei tre paesi, le associazioni si sono ritrovate a Podgorica per l’evento finale “Celebrating Communities. Words and Sounds for Integration”, per presentare al pubblico la loro esperienza e ragionare insieme su come andare avanti per l’integrazione delle minoranze. Presso il Centro Culturale di Podgorica, il programma dell’evento ha compreso anche un Kidsfest con danze, workshop di teatro, mostre fotografiche e un assaggio di piatti tradizionali allestito dall’associazione macedone Prerodba, che ha curato il corso di cucina. “In tre anni sono state 150 le partecipanti ai corsi”, racconta una rappresentante dell’associazione “metà Rom e metà macedoni. Alla fine di ogni corso annuale, ci siamo ritrovate per una due giorni dedicati alla cucina nel Monastero di St. George, per scambiarci ricette e tradizioni. Abbiamo tradizioni culinarie molto simili, per noi è stato facile incontrarci in cucina!”.

Anche la danza ha rivelato le possibilità di fusioni culturali: sotto la guida del coreografo, i ragazzi si sono esibiti in performances associando le diverse tradizioni. Un incontro multiculturale, ma anche inter-generazionale: i cori tradizionali delle donne si sono alternati a passi di breakdance improvvisati dai più giovani Rom montenegrini. Alexian Santino Spinelli, che all’attività artistica affianca una professione di musicologo e professore all’Università di Chieti, a chiusura dell’evento ha detto “questa è l’integrazione, non quella sulla carta”, riferendosi in particolare alla grande partecipazione del pubblico, che al concerto ha accompagnato la sua musica intonando un canto in lingua Romani.

“Celebrating Communities. Words and Sounds for Integration” ha dimostrato come il lavoro di dialogo svolto nella regione, attraverso la valorizzazione del substrato culturale e tradizionale di ogni minoranza e la condivisione con gli altri, ha consolidato i processi di integrazione tra le diverse comunità.  Un percorso che ambisce a procedere e rafforzarsi.