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Prevenzione e riduzione della violenza di genere in 5 campi sfollati di Mogadiscio

In Somalia, la congiuntura di conflitti e disastri naturali ha causato migliaia di sfollati all’interno del paese. Nella sola città di Mogadishu vivono attualmente circa 120,000 sfollati, di cui un numero sempre crescente affolla l’area denominata “Zona K”, dove donne e ragazze -in particolare- sono esposte a violenze, sfruttamento e pratiche dannose per la loro salute ed incolumità.

Alla luce di questo contesto, il progetto si propone di creare e rafforzare la protezione e la sicurezza di circa 11,000 donne, ragazze, uomini e ragazzi sfollati nei campi di Kabka, Hersi-Ruug, Madag, Mabda, Maryama (Zona K) sopravvissuti a violenze o potenzialmente vittime delle stesse. Con questo obiettivo, verranno forniti, tramite 5 cliniche mobili, servizi sanitari volti a garantire un primo intervento di emergenza e un supporto psico-sociale per le vittime di violenza, con un sistema di riferimento a strutture secondarie dei casi più gravi. Inoltre, le famiglie in cui uno o più membri sono stati vittime di violenza o altri gruppi particolarmente vulnerabili verranno supportati con mezzi di sostentamento accompagnati da appositi training, in modo da poter dare loro la possibilità di sopravvivere dignitosamente e di garantire un futuro per le proprie famiglie.

Allo stesso tempo, il progetto prevede l’implementazione di un vasta campagna di sensibilizzazione su tematiche relative alla violenza e alla protezione dei gruppi più vulnerabili attraverso la costituzione di 5 comitati per la protezione delle donne e il supporto di promotori comunitari e leader comunitari.

Diritto allo studio in 5 campi sfollati di Mogadiscio: scuole di campo per i bambini e le bambine colpiti dalla crisi umanitaria

Conflitti continui e calamità naturali sono state tra le cause principali di quasi due decadi di cronica emergenza in Somalia.  Questi fattori hanno avuto notevoli ripercussioni sul funzionamento del sistema educativo, dove solo il 30% di bambini in età scolare risulta iscritto alle scuole primarie.

Per intervenire su questa grave problematica, questo progetto coinvolge – in 5 scuole di campo provvisorie allestite all’interno dei 5 campi profughi di Madag, Mabda, Maryama, Hersi Ruug and Kabka nella Zona K di Mogadishu – circa 2.210 bambini in età scolare che sono stati privati del loro diritto allo studio.

Gli spazi educativi saranno forniti di bagni separati per maschi e femmine e offriranno interventi psicosociali, attività ricreative e di peace building, attività volte ad acquisire conoscenze e competenze utili ad affrontare diversi aspetti della vita quotidiana in termini di salute, igiene personale e comportamenti a rischio.

Le scuole di campo saranno fornite di materiale educativo ed offriranno anche cibo nutritivo gratuito agli studenti, mentre  presidi e insegnanti riceveranno incentivi salariali e training pedagogici al fine di garantire la massima qualità educativa.

Le comunità dislocate nei campi profughi saranno allo stesso tempo sensibilizzate, attraverso vaste campagne informative, sull’importanza dell’inclusione delle bambine nelle scuole.

Tutti gli studenti potranno inoltre beneficiare di screening sanitari gratuiti che saranno forniti dalle 5 cliniche mobili gestite dal COSV nella zona K di Mogadishu.

Sconfiggere la malaria in Somalia, nelle regioni del Lower Shabelle, Benadir e Gedo

In Somalia la malaria è ancora una delle più frequenti cause di decesso, in particolare tra i bambini al di sotto dei 5 anni e le donne in stato di gravidanza. Con questo progetto – che si concentra sulle regioni di Lower Shabelle, Gedo e Benadir- contribuiamo al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano strategico nazionale della Somalia per la Malaria attraverso 3 componenti principali.

La prima componente mira ad aumentare l’accesso alla diagnosi e al trattamento della malaria per almeno l’80% dei pazienti delle 41 strutture sanitarie di riferimento, mentre l’obiettivo della seconda componente è quello di coprire il 90% della popolazione in 6 distretti di Lower Shabelle e nel distretto di Elwak (Regione di Gedo) con LLIN (zanzariere trattate). Per il conseguimento del terzo obiettivo del progetto, che è quello di sensibilizzare il 90% della popolazione target al fine di riconoscere e curare la malaria, il progetto sosterrà una vasta campagne di educazione sull’importanza della diagnosi e della cura della malattia presso adeguate strutture sanitarie.

I beneficiari stimati saranno 280,516, numero che comprende donne in età fertile, donne in stato di gravidanza ed allattamento, bambini al di sotto dei 5 anni e membri della comunità locali.