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Supporto alle donne in età riproduttiva che vivono nella Contea di Ayod attraverso il coinvolgimento delle ostetriche tradizionali

In Sud Sudan l’accesso ai servizi di salute materno infantile è molto limitato: solo il 48% delle donne in gravidanza ha fatto almeno una visita ante-natale e solo il 26% di queste visite è stato realizzato da personale sanitario qualificato. I parti assistiti da personale ostetrico qualificato, in particolare, sono solo il 10%. Il Ministero della Salute Sud Sudanese, con la consulenza tecnica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha sviluppato un programma di salute materno infantile che prevede la formazione di ostetriche specializzate in tutto il Paese. Purtroppo però la carenza di personale formato e le scarse possibilità del Ministero di far fronte ai costi dei salari rendono questa prospettiva ancora molto lontana. Si stima che ci vorranno almeno 30 anni prima che le zone rurali del Paese situate a Nord possano essere servite da questi servizi. Per questo motivo le ostetriche tradizionali sono considerate una risorsa, in molti casi l’unica, presente sul territorio e sono informalmente accettate dalle autorità.

Il programma che il COSV implementa mira ad aumentare l’accesso ai servizi di salute materno-infantile esistenti nella contea di Ayod e a migliorare le competenze tecniche delle ostetriche tradizionali che operano nella Contea.

Attraverso il coinvolgimento delle autorità locali, campagne comunitarie di sensibilizzazione e d’informazione, sessioni informative organizzate dalle ostetriche tradizionali su temi legati all’età riproduttiva e alla salute materno infantile e l’organizzazione di un programma di formazione rivolto alle ostetriche tradizionali, miglioreremo le condizioni di salute materno-infantile per le donne che vivono nelle zone rurali della Contea di Ayod.

Migliorare la risposta alle emergenze sanitarie nella contea di Ayod

A partire da dicembre del 2013, in Sud Sudan si sono riaccesi i conflitti della guerra civile, e con l’inizio del 2014 e l’affievolirsi degli scontri, il Paese è stato interessato da importanti flussi migratori. Nella Contea di Ayod, nello Stato di Jonglei, sono quasi 1000 le persone che stanno tornando: un numero enorme che ha dirette conseguenze sulla diffusione della malattie che più di tutte le altre colpiscono la popolazione di questo Paese, ossia il morbillo e il Kala Azar.

La campagna di vaccinazione contro il morbillo che abbiamo realizzato nel dicembre 2013 è riuscita a contenere l’espandersi della malattia, ma a causa dei grandi spostamenti di persone si è verificato un aumento del numero di casi di malaria: solo tra gennaio e ottobre 2013, la malaria ha colpito 1.716 persone nella zona.

L’obiettivo del nostro progetto è quello di rafforzare i centri sanitari della contea, ad oggi tredici unità di salute di base, per creare una risposta immediata alle emergenze sanitarie.

Attraverso la fornitura di attrezzature mediche e di medicinali, renderemo più funzionali le strutture. Manterremo attivo e continuo il monitoraggio delle epidemie, con attenzione alle aree remote – come le isole raggiungibili solo per via aerea o via radio chiamata; e realizzeremo campagne preventive di vaccinazione agli sfollati e alle categorie più vulnerabili.

Fondamentale è il ruolo degli operatori sanitari che, preparati alla gestione delle emergenze, aiuteranno la comunità a prevenire e curare moltissime patologie.

Integreremo inoltre dei nuovi servizi per contrastare la diffusione di HIV/AIDS, con campagne di sensibilizzazione e  la creazione di due siti sentinella che approfondiranno lo studio del virus.

Con questo progetto ci impegniamo per ridurre significativamente del numero di giorni necessari all’approvvigionamento di medicinali; migliorare il collegamento con le unità di salute per un controllo capillare sulle malattie e sulla loro diffusione e, rafforzare la risposta alle emergenze delle 13 unità di salute primaria in modo che la lotta alle malattie divenga una realtà forte ad Ayod.

Migliorare lo stato nutrizionale dei gruppi più vulnerabili e di difficile accesso (bambini <5 anni, donne gestanti e in allattamento, pazienti di TB/KA/HIV-Aids)

Nella contea di Ayod, la malnutrizione è da sempre un’emergenza. Uno studio condotto nel 2013 ha dimostrato che la maggioranza dei bambini soffre di problemi legati all’alimentazione: i genitori e la comunità in generale non sanno come nutrire adeguatamente i loro bambini, inoltre c’è una diffusa carenza di vitamina A e la cattiva alimentazione rafforza una notevole compresenza di malattie come il morbillo, l’HIV e la TB. Nel 2013 la stagione delle piogge ha aggravato la già precaria presenza di cibo nella contea, con un aumento di casi di malnutrizione, soprattutto tra i bambini.

Con questo progetto ci impegniamo a ridurre considerevolmente la diffusione e la gravità della malnutrizione dei bambini sotto i cinque anni e delle madri ad Ayod, e a rendere maggiormente consapevole l’intera comunità dei rischi causati dalla carenza di cibo e di igiene.

Assicureremo l’accesso ai servizi di prevenzione ma anche di terapia della malnutrizione, soprattutto per i bambini di età inferiore ai 5 anni, per le donne incinte e in fase di allattamento, per i malati e gli altri gruppi più vulnerabili; e creeremo e sosterremo i dipartimenti di lotta alla malnutrizione nelle unità di salute primaria della Contea.
Supportare significa anche offrire agli operatori sanitari gli strumenti per potersi occupare dei problemi e delle emergenze collegate alla malnutrizione: proprio per questo una campagna di sensibilizzazione sarà determinante. Non si tratterà di accrescere solo la preparazione del personale sanitario, ma verrà coinvolta tutta la popolazione per cercare di diffondere buone pratiche di igiene che aiuteranno a far fronte alle malattie. Anche la corretta alimentazione sarà fondamentale: attraverso l’incoraggiamento della comunità alla partecipazione, creeremo gruppi di supporto alle madri.

Trasversale e continua sarà l’attività di monitoraggio della malnutrizione nella Contea di Ayod in modo da poter informare le autorità e, soprattutto, determinare interventi capillari che tengano sotto controllo l’aumento delle problematiche che nascono dalla carenza di cibo.