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NON PROFIT PEOPLE: la web serie di LINK2007, in concorso per “ARE YOU SERIES?”

NON PROFIT PEOPLE è il nome della web serie che come LINK2007 abbiamo presentato al concorso “ARE YOU SERIES?” – promosso da Milano Film Festival e realizzato con Banca Prossima –  per raccontare in 10 episodi il mondo del non profit italiano.

Guarda la prima puntata! 

“NON PROFIT PEOPLE” è un viaggio attraverso dieci paesi e tre continenti, per entrare attraverso lo sguardo dei cooperanti delle ONG di Link2007 nel vivo delle attività che il no-profit italiano realizza nei progetti di cooperazione. Una finestra che di puntata in puntata si apre sulle diverse sfaccettature del lavoro nella cooperazione, per conoscere le attività sul territorio e scoprire come si fa a lavorare con le ONG.

Le ONG di LINK2007 che aderiscono al progetto sono: CISP, COSV, GVC, ICU, INTERSOS, LVIA.

Il progetto ha passato la prima selezione!

Il promo sarà online per tutto aprile.. da condividere, visualizzare, fare conoscere il più possibile!

Ucraina, Europa – Editoriale di Roberta Carlini

“Come nei Balcani”… La frase è ormai ricorrente, nei commenti sulla tragedia ucraina. Ormai è entrato nel discorso come il paragone tra quello che sta succedendo oggi a Kiev e quel che è successo alla fine del secolo scorso a Sarajevo. Una guerra civile in Europa, con l’Europa colpevole spettatrice. Ma c’è una differenza, importante. Tra la disintegrazione della ex-Jugoslavia e l’imminente disintegrazione dell’Ucraina c’è l’integrazione mancata dell’Europa. Che arriva tardi, male e senza costrutto ad affrontare la tragedia ucraina, stretta tra interessi nazionali, realpolitik e indifferenza. Allora, nei ruggenti anni ’90, era l’indifferenza dei benestanti. Oggi è l’indifferenza-rifiuto di quelli che tanto bene non stanno, e si chiudono nella propria sofferenza o nella cura dei propri interessi, cercando di minimizzare i danni o massimizzare i profitti di guerra.

Il fallimento della politica estera dell’Europa sull’Ucraina è speculare a quello della politica economica sull’euro. E a ben vedere i due fallimenti hanno le stesse radici. Mancanza di coesione, solidarietà e obiettivi comuni: la stessa che impedisce ai governi di rendersi conto che un eccesso di deficit degli “spendaccioni” è negativo tanto quanto un avanzo commerciale dei “virtuosi”, che gli squilibri si correggono intervenendo da tutte e due le parti, e non emanando pagelle (e conseguenti punizioni). Coesione, solidarietà e obiettivi comuni avrebbero consigliato all’insieme dei governi dell’Unione di muoversi prima, e non a casaccio, sulle crisi nascenti al confine: evitando di promettere cose non realizzabili, non alimentando le spinte nazionaliste, ma ascoltando le aspirazioni di quella parte della società ucraina che guarda a noi come a un futuro possibile. Scendendo in piazza, quando non si mette in viaggio per venire di qua a tappare i buchi del nostro welfare e del nostro mercato del lavoro.

Già, ma a noi cosa importa? Non siamo riusciti a salvare Atene, col suo piccolo debito e la sua grande storia, come potremmo mai riuscire a salvare Kiev coi suoi grandi oleodotti e la sua storia meno conosciuta ai più? Forse è troppo tardi, forse la realpolitik verso l’amico Putin imporrà il coprifuoco su barricate e il silenzio sui dittatori. O forse è troppo presto, la campagna elettorale europea entrerà nel vivo in primavera. Quando forse i morti di Kiev saranno già cancellati. O, chissà, saranno cambiate le mappe ai confini dell’Unione europea. Ma per favore, allora cambiamo la parola anche da questa parte del confine: la parola Unione, sin dall’inizio sopravvalutata, è superata dai fatti.

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fonte: http://www.pagina99.it/news/mondo/4029/Ucraina–Europa.html

Le campagne di sensibilizzazione nei progetti di emergenza sanitaria: perché, con chi e come?

Siamo nel villaggio di Rahat Rama, in Sudan, una piccola comunità a mezz’ora di auto dall’ufficio del COSV. Oggi si distribuiscono gli alimenti nutritivi supplementari per la cura della malnutrizione: un mix fatto di farina arricchita, zucchero e olio. Soprattutto nella stagione secca la malnutrizione è un grande problema in tutto il Sudan. Nel corso della giornata arriveranno un’ottantina di madri con i loro bambini. Alcuni di loro camminano anche più di un’ora per giungere al nostro centro di salute. Abbiamo costruito una veranda e steso tappeti di fibre naturali dove le donne si siedono ordinatamente. I loro vestiti sono coloratissimi, il cielo è di un blu carico e il deserto sudanese è di un intenso color ocra: sembra di essere dentro un quadro. Prima della distribuzione dei prodotti integrativi viene fatta una dimostrazione su come cucinare il preparato. La malnutrizione, tuttavia, non solo va curata, ma anche prevenuta.
Mariam e Mohamed, gli educatori comunitari del COSV lo sanno bene, lavorano con noi da 3 anni. Per questo, prima della distribuzione degli alimenti organizzano sessioni di sensibilizzazione e di educazione sanitaria. Utilizzano poster e materiale didattico con molti disegni e poche scritte (il 60% della popolazione di Kulbus è analfabeta). Provengono dalla comunità stessa e parlano sia l’arabo che i dialetti locali. Spiegano alle madri quanto sia importante lavarsi le mani prima di cucinare, far bollire l’acqua prima di berla e come cucinare e conservare i cibi per evitare il rischio di malattie gastrointestinali, soprattutto la diarrea. Le donne stanno a sentire serie e concentrate: sanno bene che quello che viene loro spiegato potrebbe salvare la vita dei loro figli.

La campagna di sensibilizzazione in West Darfur. Chi viene coinvolto e cosa succede?

Nel progetto in corso in Darfur, nord del Sudan, le campagne di sensibilizzazione si concentrano sulla salute materno infantile e contribuiscono a migliorare sensibilmente lo stato di salute della popolazione. Sono 22 gli educatori che si spostano nell’area e insieme ai volontari nel 2012 hanno incontrato 6.240 famiglie. Insieme alle visite fatte nell’anno precedente, il 79% della popolazione di Kulbus ha incontrato il team che ha spiegato l’importanza dell’allattamento al seno per la crescita corretta dei bambini, ha mostrato come proteggersi dalla malaria, ha informato sui rischi della malnutrizione, come individuarla dai primi sintomi e a chi ricorrere per avere le cure. Un focus importante è stato dedicato alle pratiche igieniche e su come prevenire e gestire i casi di diarrea nei bambini piccoli. Anche le vaccinazioni sono state trattate, in particolare contro il morbillo e la pertosse: ne è stata spiegata l’utilità per i bambini sotto l’anno di età e come accedere gratuitamente al servizio.

Perché una campagna di sensibilizzazione?

Conoscere le malattie, comprendere i comportamenti utili ad evitare o prevenire il contagio, sapere a chi rivolgersi e come gestire un’eventuale epidemia permette di far fronte da subito alla maggior parte delle emergenze e contenere quindi i focolai. Le sessioni informative nei villaggi, le visite a domicilio di educatori sanitari, la presenza di persone informate che possano essere un punto di riferimento stabile e rassicurante, volantini e poster sono alcuni degli strumenti utili per conoscere e quindi affrontare le malattie.

I risultati nella lotta alla malnutrizione

Il lavoro del COSV in ambito di prevenzione della malnutirzione sta dando dei risultati incoraggianti. Non solo il West Darfur è uno degli stati del Sudan dove il problema della malnutrizione è più basso, ma, grazie anche al lavoro dei nostri educatori comunitari, si riscontrano positivi cambiamenti di comportamento che contribuiscono a prevenirne le cause. In base a una recente inchiesta sulla conosenza, l’attitudine e la pratica di comportamenti in tema sanitario e nutrizionale condotta da un esperto internazionale, nessuna delle persone intervistate ha risposto di non sapere come evitare la diarrea dei bambini. Oltre il 70% degli intervistati sa che per prevenire questa malattia – che in Africa può condurre anche alla morte di un bambino, si devono cucinare gli alimenti e coprirli per evitare che vengano contaminati dalle mosche e gli insetti, che bisogna lavarsi le mani prima di cucinare e che occorre lavare la frutta e la verdura con cura prima di consumarle. Sono dati incoraggianti, ottenuti anche grazie al costante e dedicato lavori di persone come Mariam e Mohamed.
Insieme alle attività in supporto al centro sanitaria di Kulbus e alle 12 unità di salute primaria distribuite nei villaggi dell’area, la campagna di sensibilizzazione permette di limitare l’intensità dell’impatto delle malattie sulla popolazione e ridurre il tasso di mortalità legato allo scoppio di epidemie.