
E’ iniziato ufficialmente il 1° Giugno il progetto di supporto alle attività casearie del Monastero di Deir Mar Musa, in Siria, realizzato dal COSV grazie al contributo della Provincia Autonoma di Trento.
Il sostegno all’attività produttiva, di per sé già importante per la popolazione locale, rientra in un ben più ampio progetto di supporto alle iniziative di Deir Mar Musa, luogo al contempo fuori e dentro alle vicende del mondo: per la sua isolata, silenziosa e suggestiva posizione tra le montagne del deserto di Sham ma anche per il suo ruolo chiave nell’essere diventato non solo luogo di accoglienza e di dialogo tra persone, ma addirittura di meditazione e di reciproca comprensione tra culture e religioni spesso poco disponibili al confronto.
Una “missione”, quella del dialogo, che il Padre Gesuita Paolo dall’Oglio porta avanti fin dalla metà degli anni Ottanta, quando creò una comunità che crescendo si è posta in ascolto ed al servizio del confronto multi-culturale. “Un lavoro che ha chiesto e tuttora richiede grande impegno – sostiene il portavoce della comunità - a partire dalla relazione con le comunità locali, per lo più di pastori, con i quali il contatto più diretto avviene proprio attraverso la condivisione della quotidianità: vivere condividendo le stesse cose, lavorare insieme, risolvere i tanti problemi di una società che cerca di trovare un equilibrio anche economico, senza rinunciare alla sua identità e al suo rapporto con il territorio”. Il progetto che il COSV realizzerà nei prossimi otto mesi, favorendo il miglioramento della qualità dei formaggi di capra prodotti localmente, si pone come esempio e stimolo per un effettivo sviluppo delle condizioni economiche locali, dando – attraverso quelle – anche un sostegno concreto al percorso di dialogo tra popoli e culture.
A Deir Mar Musa ogni anno già si realizzano incontri di riflessione e preghiera inter-religiosi. Momenti di confronto e seminari sui problemi della Regione, con la capacità di coinvolgere tutti gli attori locali: dalle autorità ai cittadini, ai pastori, fino ai turisti. Sono migliaia i pellegrini, di ogni fede, che visitano questo luogo che, dal centro del deserto, si pone come una sorta di punto di riferimento e di condivisione del possibile percorso di speranza e di pace che riguarda una Regione, quella che comprende la Siria e i paesi confinanti, dalle caratteristiche complesse e dalle numerose sfaccettature culturali e religiose. “Il progetto – conferma Paolo Comoglio direttore del COSV, organizzazione che da anni opera sui temi del dialogo inter-culturale oltre che dello sviluppo sostenibile - permetterà al Monastero di Deir Mar Musa di consolidare ancor di più i rapporti con le popolazioni e le autorità locali. L’obiettivo sarà raggiunto proprio garantendo strumenti di sviluppo adatti al contesto locale e rafforzando, attraverso questo lavoro quotidiano, le relazioni tra le comunità, fortificando quindi le radici su cui far crescere più saldamente il dialogo ed il confronto, proprio nel cuore di quella che – in molte occasioni – si è rivelata essere una delle aree di maggior tensione tra le culture dell’oriente e dell’occidente”. Come dire “condividi con me il duro lavoro e scoprirai quanto simili e compatibili siamo, al di là dei nostri pregiudizi”: una modalità che ben si addice al rapporto diretto fra realtà locali e cooperazione decentrata. Nabek, 1 giugno 2010