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Il monastero di Deir Mar Musa, vecchio di oltre 1.500 anni, è una sosta del «cammino di Abramo», una serie di tappe che, attraverso gli attuali Iraq, Turchia, Siria, Israele e Palestina potrebbe - forse, un giorno - ripercorrere l’itinerario del patriarca Abramo.
Fu padre Paolo dall’Oglio, priore del monastero, che nel 1991 decise di stabilirsi in Siria, per far rinascere la comunità monastica di Deir Mar Musa, fondata di San Mosè l’Abissino 15 secoli fa a 1300 metri sulle montagne che si rivolgono a Nebek.
Nel corso degli anni la comunità ha potuto ricostruire una concreta relazione e una stretta collaborazione tra Cristiani e Musulmani, con l’aspirazione di diventare un vero e proprio punto di riferimento interculturale ed interreligioso.
L′orizzonte del monastero è quello della relazione islamo-cristiana.
Questa relazione, non sempre facile nel passato ed ancora difficile e sofferta in molti luoghi, è parte integrante della vocazione spirituale dei monaci e delle monache di Deir Mar Musa.
La scelta della lingua araba, come lingua della vita sociale e liturgica della comunità monastica, si colloca in questo contesto.
Racconta, Padre dall’Oglio, che Deir Mar Musa, è sempre stato un punto di incontro, un crocevia di uomini e fedi, un ponte tra lingue e spiritualità diverse, di passaggio e in cammino.
Da qui è passato per primo Abramo, nel suo viaggio da Ur a Canaan seguendo l’invito di Yahweh; da qui è passata la parola del profeta Muhammad; qui l’annuncio evangelico si è trasformato nella preghiera dei primi monaci e poi nella solida pietra del monastero.
Questo è il destino di Deir Mar Musa; questo è quello che la comunità e Padre dall’Oglio continuano a fare anche oggi: essere un ponte, lanciato lassù, in cima al deserto, da Nord a Sud, da Est a Ovest, per tutti quelli che voglio continuare a camminare insieme lungo il sentiero tracciato dal vecchio Abramo, padre di tutti i popoli che vivono in questa terra inquieta.
Un luogo di accoglienza, ospitalità, di dialogo per Cattolici, Ebrei, Ortodossi, Musulmani, per tutti quelli che vogliono incontrarsi, oggi come allora, a cercare ciò che unisce, non ciò che divide.
In questa prospettiva interculturale e interreligiosa è stato realizzato un progetto del Cosv in collaborazione con la Comunità Monastica di Deir Mar Musa e l’Associazione Culturale di Tanween.
L’iniziativa ha promosso un concorso artistico-architettonico, indirizzato a studenti di architettura e belle arti europei e del bacino del Mediterraneo, per la realizzazione di un progetto dedicato alla costruzione di una stazione turistico-spirituale a Deir mar Musa, un’opera che esprima la speranza che risuona in questo antichissimo luogo di preghiera: riuscire a realizzare un′armonia tra i popoli, le religioni e le culture che abitano il Vicino Oriente.