Sri Lanka: dopo lo tsunami l′emergenza è l′acqua

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In Sri Lanka, a seguito del devastante tsunami del 26 dicembre 2004, il problema dell′acqua potabile, insieme ai morti, alle devastazioni, alla paura, si è affacciato nella vita di quelle popolazioni tanto duramente colpite dall′onda.
Lo tsunami infatti ha invaso i pozzi, colmato le falde, contaminato le fonti con fango, terra e ogni sorta di rifiuti e detriti. Ha inquinato l′acqua utilizzata per bere, cucinare e lavarsi.
Questa era la situazione di molte zone dello Sri Lanka all′indomani del disastro. Il COSV si è mosso, insieme a tante altre associazioni e istituzioni, nell′immediatezza della tragedia. Fra queste era presente anche ARPA che in Italia ha il compito istituzionale di controllo e monitoraggio delle diverse componenti ambientali, tra cui la risorsa acqua.
Dal momento che in Sri Lanka era proprio l′acqua una delle risorse più colpite e a rischio, era urgente individuare le fonti e controllare lo stato e la disponibilità di acqua potabile per la popolazione.
COSV e ARPA insieme hanno così avviato un progetto con l′ obiettivo di verificare e monitorare le falde acquifere e la distribuzione di acqua potabile nei distretti di Galle, Matara e Ampara, nell′estremo sud del Paese.
Dopo questo primo intervento per lo Sri Lanka l′acqua resta ancora un nodo cruciale per poter uscire dall′emergenza e fare fronte a nuove esigenze emerse dopo la ricostruzione di nuovi insediamenti.


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