Kenya: contro l′Aids a Murang′a

Siamo presenti in Kenya ormai da quindici anni. Abbiamo iniziato ad occuparci di salute, di tutela ambientale e bio-diversità ma soprattutto, di lotta all’Aids. Non è tanto “l’emergenza nazionale” decretata dal Governo del Kenya, nel 1999, ad averci fatto mobilitare, quanto la convinzione che – soprattutto nell’Africa a sud del Sahara – sia necessario ed inevitabile misurarsi con il virus. Stiamo quindi cercando, nell’ambito di tante esperienze e paesi diversi, di arginare i disastri, sociali, culturali, economici, che derivano dalla diffusione del virus; come sia possibile attenuarne le conseguenze, non solo in termini di prevenzione, di comportamenti, o di lotta allo stigma ed alle superstizioni che ne circondano la conoscenza, ma anche in termini economici, per la subdola relazione che lega povertà e miseria alla malattia.
Da questo, e dal rapporto con gli operatori di Slico, i nostri partner locali, nascono le attività nel distretto di Murang’a, una piccola città -  meno di 25.000 abitanti - a poca distanza da Nairobi, dove il problema Aids colpisce molte famiglie. Stiamo lavorando per migliorare le condizioni di vita delle prime 300 famiglie coinvolte nel progetto, intervenendo su tre aspetti: prevenire la trasmissione madre/neonato, causata dall’allattamento al seno; ridurre i gravi problemi economici provocati nelle famiglie dalla malattia; educare e quindi modificare i comportamenti a rischio.
Contrastare gli effetti dell’AIDS richiede molte attività, come la prevenzione, gli incontri informativi sulla malattia, i test, i parti assistiti, la lotta alla discriminazione verso i malati; ma significa anche immaginare soluzioni innovative. Per questo abbiamo individuate 180 donne incinte, sieropositive, a cui dopo un breve corso di formazione è stata donata una mucca gravida, che permette loro di allattare i propri bambini con il latte animale, riducendo di molto il rischio di contagio. Tutto questo avviene a Murang’a, Kenya, ogni giorno: nelle scuole, negli ambulatori, attraverso le radio locali e le campagne di sensibilizzazione comunitarie, insieme alle donne ed alle loro associazioni.
 

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