Le risorse dell'associazione

Le risorse umane: volontari per passione e per competenza

Attraverso il COSV è possibile dare un proprio contributo personale, partecipando direttamente alla realizzazione di progetti di riabilitazione e di sviluppo nei Paesi più svantaggiati; oppure operando nell'ambito di interventi umanitari in quelle aree del mondo in cui conflitti, guerre e calamità naturali richiedono un appoggio esterno per affrontare le emergenze e portare aiuto alle fasce più deboli della popolazione.
Lavorare per lo sviluppo significa, secondo noi, percorrere la strada per giungere ad un mondo nuovo, più solidale, disposto a denunciare le cause che determinano la fame, la mancanza di democrazia, il saccheggio delle materie prime, le tante brutali aggressioni che ogni giorno, ancora, sconvolgono l'umanità.
Ma le sole buone intenzioni non bastano.
Lavorare per lo sviluppo significa anche mettere al servizio di un progetto concreto di solidarietà e cooperazione non solo le proprie motivazioni ma anche una professionalità adeguata, una consolidata esperienza di lavoro e di gestione, in Italia o all'estero.

Dal 1968, anno della sua fondazione ufficiale, ai progetti del COSV hanno partecipato circa un migliaio di operatori espatriati. Il numero, non particolarmente alto, manifesta la volontà di valorizzare le risorse umane locali rispetto a quelle – pur molto importanti - provenienti dal Nord del Mondo.
Lavorare con il COSV significa anche condividere la proposta di cooperazione che l’organismo offre, perché non basta contare sulla propria professionalità di partenza, ma occorre essere disponibili ad adeguarla agli obiettivi che abbiamo descritto.
Per questo cerchiamo persone che condividano un percorso di formazione e di valutazione, tanto in Italia - prima della partenza - che durante la permanenza nel paese di intervento; persone disposte ad integrare una solida esperienza professionale, comunque necessaria, con momenti di valutazione e di ricerca durante lo svolgimento dei progetti.

Cosa cerchiamo in un volontario? Una domanda che ci pongono in molti. Innanzi tutto, un impegno serio, basato sulla convinzione di avere a che fare con un settore che richiede scelte motivate e non casuali. Una scelta libera da preconcetti che quasi mai, al confronto con la realtà, riescono a reggere. La consapevolezza che si tratta di un servizio che ha una natura del tutto particolare, di un impegno non paragonabile ad altri ambiti di volontariato e di solidarietà. Accettare di far parte di una organizzazione, che ha dei propri obiettivi chiari, con cui sarà sempre possibile confrontarsi, ma che non permetterà di andare “per la propria strada”. Ed infine l’assenza di finalità di lucro, perché anche se è vero che offriamo un compenso a chi collabora con noi, non possiamo condividere la motivazione di puro guadagno o l’approccio solo per profitto.

Le risorse economiche: sostenitori e finanziatori per uno sviluppo giusto e sostenibile

Siamo fermamente convinti della necessità di mobilitare fondi pubblici, anche rilevanti, per finanziare e sostenere la cooperazione internazionale ed in particolare quella non governativa. Non è possibile lasciare che i gravissimi problemi del sottosviluppo e le enormi risorse necessarie, spesso da raccogliere in breve tempo, per affrontare le calamità naturali e sociali, siano lasciate alla sensibilità del settore privato o del singolo donatore. La cooperazione per uno sviluppo sostenibile è prima di tutto un dovere dei paesi più ricchi ed un diritto all'aiuto dei paesi più deboli. La pace, la sicurezza, la giustizia e il rispetto dei diritti umani e dell'ambiente, riguardano inevitabilmente la responsabilità degli stati e dei governi. Il settore privato resta per noi molto importante perché, integrando le risorse pubbliche, spesso mobilita concretamente l'attenzione su problemi sottovalutati, a volte dimenticati o ignorati, creando un legame - anche solo simbolico - con le comunità duramente colpite dagli effetti della povertà, della guerra, del sottosviluppo.
Il COSV finanzia i propri progetti tramite i contributi sia di privati cittadini, sia di imprese, sia di istituzioni tra cui - in virtù del riconoscimento da parte del Ministero Affari Esteri - il Governo Italiano, la Commissione Europea e le più importanti Agenzie Internazionali quali il World Food Programme, l'UNICEF, WHO, UNESCO, UNHCR, UNDP e molte altre.