
26 dicembre 2004: la tragica onda dello tsunami, partita dalle coste dell’Indonesia, raggiunge e sommerge anche le coste dello Sri Lanka, dell’India Meridionale, della Thailandia, della Birmania e delle Maldive causando la morte di 231.432 persone, 1.800.000 senza casa, 30.000 orfani, 2.300 scuole distrutte, 1.500.000 bambini colpiti direttamente o indirettamente dalla catstrofe . Subito, di fronte a quella immane tragedia, la solidarietà della Comunità Internazionale reagisce. E con la Comunità Internazionale, anche l’Italia si mobilita attuando immediatamente un piano di aiuti umanitari per fare fronte al disastro e rivolgendo un appello a tutte le ONG Italiane affinché sin da subito intervengano nel Sud Est Asiatico. Parte così la solidarietà italiana verso tutti coloro che sono stati colpiti da quella catastrofe umana e naturale che è stata il maremoto. Ad oltre un anno dallo tsunami, immagini di ricostruzione, solidarietà, rinascita. Immagini finalmente “positive”, dopo le tante drammatiche sequenze che hanno l’evento più catastrofico del 2004. Eppure, lo Tsunami, è ancora presente, con le sue profonde cicatrici e ferite, sulle sponde e sulle spiaggie di tanti paesi affacciati sull’Oceano Indiano. Oltre che sul corpo e nel cuore di tanti sopravvissuti. Nonostante una mobilitazione straordinaria, che a livello mondiale verrà ricordata a lungo per dimensioni e intensità dell’aiuto prestato, i lavori sono ancora in corso in molte delle aree più colpite. Ma cosa si è fatto, concretamente? “Secondo la migliore tradizione delle ONG, vogliamo – con queste immagini– dare conto della destinazione dei fondi raccolti per le attività post Tsunami” Le belle foto raccolte direttamente in Sri Lanka da Francesco Laera (tutte riferite al periodo Ottobre 2005), esperto di reportage fotografici dalle zone di guerra e di cooperazione, alla fine del 2005, testimoniano - più di qualsiasi discorso – la ripresa della vita e le speranze di quanti hanno potuto godere dell’aiuto portato dall’Italia. Le foto dell′ultima parte: Sri Lanka, febbraio 2005 - Dopo l′onda, sono di Marco Sergi. Sri Lanka, mitica terra che un tempo fu chiamata Serendib, Ceylon, la Lacrima dell’India, l’Isola del Dharma, infine la Perla d’Oriente.
I bambini, il futuro dello Sri Lanka, sono stati la fascia della società che ha pagato il prezzo più alto quella Domenica del 26 Dicembre 2004.
Con i suoi oltre 12.000 morti e 1.000 rimasti orfani di entrambe i genitori, i bambini sono stati - come spesso accade nelle ...
La pesca è, insieme al turismo, la principale attività produttiva nello Sri Lanka. Si calcola che prima dello tsunami vi fossero oltre 142.000 pescatori ed altre 20.000 persone lavorassero in attività collegate alla pesca: trasporto e commercio del pesce, conservazione,...
La furia devastatrice dello tsunami ha distrutto non solo abitazioni, vie di comunicazione, scuole, ospedali, ma ha anche messo oltre 200.000 persone nella condizione di non poter più lavorare: pescatori, personale impiegato nel settore turistico- alberghiero, piccoli...
Le donne sono state purtroppo le altre protagoniste della tragedia dello tsunami. Sorprese in casa quella Domenica mattina del 26 Dicembre 2006, ben poche sono riuscite a mettersi in salvo. Le superstiti hanno dovuto affrontare - molte da sole perché rimaste vedove- la...
Si è stimato che nel 2001 lo Sri Lanka aveva raggiunto un totale di 9 milioni e mezzo di case e di queste il 12% era situato proprio lungo la zona costiera colpita dallo tsunami.
Per tradizione le case in Sri Lanka sono di proprietà (87%) e solo il 13% sono occupate da...
13 i distretti colpiti dallo tsunami;
15% superficie totale dell’isola colpita dal maremoto;
92% percentuale delle coste colpite (1226 km su 1330);
99.000 case distrutte;
150.000 veicoli distrutti;
250 mln di $ è l′ammontare dei danni al...