
La mostra dedicata ai “Segni d’Africa” vuole essere un racconto che, attraverso l’arte tessile, l’artigianato, gli oggetti d’uso, gli strumenti musicali, il linguaggio del corpo, tracci percorsi visivi del continente, crogiolo di tradizioni ed espressioni culturali differenti, spesso assai diverse tra regione e regione, tra popolazione e popolazione in cui però talvolta confluiscono, manipolate e rielaborate, le influenze delle culture limitrofi e di quelle lontane. La mostra è un ritratto atipico dell’Africa, un ritratto fatto di segni, di alfabeti spesso misteriosi e di linguaggi, che raccontano storie, ricordano antiche cosmogonie, rappresentano identità individuali e di gruppo. Attraverso l’arte dei segni, l’arte delle forme, l’arte dei colori, l’Africa ci parla, ha parlato e parla alla nostra cultura e la interroga in un dialogo continuo che spesso ha influenzato e che ancora influenza “radicalmente” i nostri linguaggi espressivi, le nostre tonalità emotive. L’Africa nera ha una lunga tradizione artigianale e in essa la grande varietà dei materiali si aggiunge a quella degli stili, delle forme, dei colori. E i linguaggi delle decorazioni rappresentano in qualche modo la cultura pittorica del continente. Un esempio significativo è dato dall’arte tessile che potrebbe essere considerata una forma, forse la più straordinaria, di “pittura” africana. Il tessuto infatti, nelle culture del continente nero, non è mai stato considerato solo un semplice indumento, le sue decorazioni “signiche”, i suoi ornamenti grafici costituiscono un vero e proprio linguaggio, un alfabeto simbolico, entro cui si dispiegano testi, espressioni dell’identità sociale, culturale e religiosa di chi lo indossa o lo usa: la decorazione, impressa, dipinta, tessuta o cucita, riproduce spazi, oggetti, entità, metamorfosi che appartengono alla cosmologia di quei popoli e dentro cui quei popoli si riconoscono. Si potrebbe ribadire questo concetto anche per tutte le altre manifestazioni artistiche, artigianali, e di produzione di “oggetti d’uso: dal vasellame ai cesti, dalla costruzione degli strumenti musicali, agli oggetti per la divinazione, dalla pittura del corpo ai segni dei tatuaggi e delle scarificazioni. Segni d’Africa si propone come un percorso all’interno di una straordinaria tradizione per conoscerne le storie, interpretarne i linguaggi e le scritture. Decifrare il senso di quei “testi” e rileggerli oggi, può forse contribuire a capire meglio un continente per molti aspetti “dimenticato”. Ma oltre a ciò la mostra vuole essere anche un omaggio alla bellezza che quegli “artisti-artigiani” hanno saputo racchiudere nelle tele, negli oggetti, sul proprio corpo, una ricerca estetica lunga secoli che ha prodotto e produce veri e propri capolavori, che sa parlare veri propri linguaggi.
I tessuti, presso le popolazioni del Mali, rivestono una grande importanza nella società, sia come manifestazione visibile dello status sociale di chi lo porta, sia come elemento propiziatorio e rituale in numerosi momenti della vita dell′individuo.
La tecnica del...
Una delle produzioni tessili più interessanti dell′Africa nera, per quanto riguarda l′uso del segno, è certamente quella dei velluti dei Kuba, un’insieme di etnie residenti nella zona del fiume Kasai, nel Congo. Tale produzione, secondo una tradizione orale,...
Le rafie del Kasai, chiamate ntshak, sono tessuti frequenti soprattutto presso i Bushoong, i Ngongo, e i Ngeendè, e sono formati da lunghe strisce (anche 7 metri) costituite da più pezzi di stoffa, di circa un metro di lato, cuciti insieme. Tali tessuti rettilinei sono spesso...
Le cortecce battute sono molto antiche, e hanno preceduto le stoffe tessute ovunque il clima tropicale favorisse la crescita di alberi la cui corteccia potesse essere lavorata. Sono prodotte soprattutto nelle zone umide del Golfo di Guinea e nelle zone interne della costa...
La fabbricazione di cesti è un′arte antichissima che è sopravvissuta fino a nostri giorni. I cesti sono sempre stati un manufatto tipico delle popolazioni agricole che li hanno utilizzati per il loro valore funzionale. In Botswana, molte comunità locali hanno...
Tra i segni non permanenti tracciati sul corpo umano, molto frequenti in Africa sono quelli tracciati con il caolino. Esempio significativo sono quelli fatti ai giovani neofiti Ohendo, nello Zaire, durante la cerimonia iniziatica del lokembe. Tale cerimonia è riservata ai...
LE SCARIFICAZIONI E I TATUAGGI: Il corpo umano, nelle diverse concezioni africane, è sempre carico di numerosi significati: è latore di principi spirituali, luogo di relazione fra gli uomini e di collegamento con la divinità. Per la sua funzione comunicativa il corpo viene...
Nella produzione degli oggetti di uso quotidiano, nel continente africano, è frequente, accanto alla ricerca formale, il gusto per una decorazione ornamentale e simbolica. I segni si trovano su ogni cosa, si fanno decoro, scrittura, simbologia complessa in riferimento...
Numerosi scavi archeologici indicano che, fin da epoche remote, i segni grafici esistevano in Africa nera come manifestazione della coscienza religiosa dei loro utilizzatori.
Attraverso la loro disposizione nei luoghi di sepoltura o sugli oggetti che accompagnavano il...