Preto e branco (Nero e bianco) Le foto di Gin Angri

Nel 1982 Gin Angri (Como, 1949) lascia l′Italia e l′attività di fotografo professionista per andare a Maputo in Mozambico ad aprire una scuola di fotografia. Il Comitato di coordinamento delle organizzazioni per il servizio volontario (COSV) gli offre l′occasione che cercava da qualche anno: un progetto di cooperazione internazionale in un paese del terzo mondo, nel quale mettere a frutto la sua esperienza e la sua passione fotografica. Esperienza e passione che si ritrovano inalterate nel lavoro d′autore di Gin che accompagna gli anni dedicati alla formazione e alla ricerca per una storia della fotografia locale. I cardini del suo progetto (la fotografia come strumento di conoscenza ha anche il compito di fondare l′identità della nazione) sono anche le chiavi per leggere il suo lavoro – circa 30.000 negativi e innumerevoli diapositive - e per coglierne la "poetica documentaria". Quando, a complemento del suo progetto, Gin Angri organizza nel 1990 una mostra itinerante ("Karigana uà Karingana - C′era una volta”, catalogo Edizioni Coop, Milano, 1990) dedicata al Mozambico visto dai suoi fotografi, riserva per sé il compito di curatore. Con "preto e branco" l′autore non solo si è deciso finalmente a mostrare il suo contributo di "bianco" alla fotografia multirazziale del Mozambico ma ha anche accettato di superare la serie verso il frammento, alla luce di quella che oggi appare chiaramente una poetica raffinata, uno "stile”, come direbbe Walker Evans, che consiste nel "guardare in faccia i fatti in modo diretto e senza riserve".

 

Gin Angri

Le foto di Gin Angri

 


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