
I disegni che accompagnano questa mostra sono stati realizzati da bambini di Hikkadua ospiti dei campi di prima accoglienza frettolosamente allestiti subito dopo il passaggio dell’onda di tsunami. Sono stati raccolti, i disegni, nell’ambito delle prime iniziative avviate dalle ONG della Lombardia, in Sri Lanka, pochi giorni dopo i drammatici eventi e le distruzioni portate dal maremoto. Nella località di Hikkadua, i campi sono numerosi, fortunatamente non troppo grandi. Spesso si tratta di templi religiosi, aperti a chi non ha più nulla; altre volte si tratta di tendopoli, più o meno organizzate; in molti casi sono già in via di smantellamento. Fortunatamente. Significa che le persone, le famiglie ospitate, hanno trovato rapidamente “soluzioni diverse” alla sistemazione nei campi: i più fortunati hanno raggiunto i loro familiari in altre località, molti si sono spostati in zone più sicure, ancora poco convinti che l’emergenza sia davvero finita, la maggior parte è già sulle spiagge, a pochi metri dal mare, là dove c’era una casa – modestissima ma unica – a rovistare, incolllare, intelaiare. Sembra incredibile ma qui una casa può nascere o sparire nel giro di una manciata di giorni. Nei campi restano molti bambini, anche soli. Tutti dicono che non è sicuro che siano rimasti soli per sempre, che c’è una speranza, magari piccola, di trovare i loro genitori, fratelli, parenti stretti. Ma i giorni intanto passano e ne sono passati tanti. Forse troppi per alimentare ancora le speranze. Gli esperti dicono che bisogna evitare che i bambini, in particolare quelli che hanno vissuto l’orrore dello tsunami più direttamente, si tengano dentro le angosce, le paure, le immagini. I bambini hanno, possono avere, capacità di recupero incredibili ma devono essere aiutati a esprimere le loro sensazioni. I disegni di cui si compone questa mostra sono l’espressione più diretta e immediata di tutto ciò. Non c’è neppure bisogno di commentarli, parlano da soli, la lingua universale dei bambini, del gioco, del disegno. I più grandi, avranno avuto otto, dieci anni, hanno scritto dietro i fogli il loro nome, qualcuno una sorta di indirizzo. Molti sorridevano, come sanno sorridere solo i bambini quando si dimenticano di tutto e disegnano, con impegno.
In questa mostra sono presentati alcuni dei disegni dei bambini dei campi sfollati nell′area di Hikkaduwa, Sri Lanka. Sono opere realizzate dopo la disastrosa onda che ha investito l′isola il 26/12/2004. Il disegno ha permesso ai...