
La pesca è, insieme al turismo, la principale attività produttiva nello Sri Lanka. Si calcola che prima dello tsunami vi fossero oltre 142.000 pescatori ed altre 20.000 persone lavorassero in attività collegate alla pesca: trasporto e commercio del pesce, conservazione, produzione e distribuzione di celle frigorifere.
I pescatori vivevano in 1.330 villaggi sulle rive del mare ed usavano circa 700 attracchi per le barche. Si stima inoltre che vi fossero nel Paese circa 29.700 barche da pesca che lo tsunami ha distrutto o danneggite per il 65%, insieme a tutta la relativa attrezzatura. La tradizione dello Sri Lanka vuole che si esca a pescare in gruppo (da 2 a 6 pescatori) per ogni barca, spesso presa in affitto. Nel complesso venivano prodotti nel Paese circa 300.000 tonnellate di pesce all’anno (una cifra piuttosto bassa se paragonata per esempio con la Norvegia che con 12.000 pescatori produce 2 milioni di tonnellate di pesce all’anno, a dimostrazione che nello Sri Lanka il settore utilizza ancora strumenti tradizionali. Il 26 Dicembre 2004 oltre 27.000 pescatori hanno perso la vita con le proprie famiglie, la maggior parte dei quali nella zona del nord- est del Paese. I sopravvissuti hanno invece dovuto fare i conti con la distruzione della propria imbarcazione - o di quella in affitto - o con i notevoli danni subiti dalle proprie barche, violentemente sbalzate con violenza sulla spaiggia dall’onda devastatrice. Inoltre alle famiglie delle zone rurali, che per tradizione custodiscono i propri risparmi nelle case, lo tsunami, oltre alla barca, ha portato via anche i risparmi .
I progetti di ricostruzione hanno quindi dato grande importanza al processo di normalizzazione del settore della pesca attraverso varie iniziative: fornitura di barche, accesso al credito, attività di riparazione delle imbarcazioni danneggiate, fornitura di reti ed attrezzi.
In questo modo le diverse comunità di pescatori sono state messe nella condizione di riavviare rapidamente la propria attività, magari cogliendo l’occasione per migliorare ed incrementare la produzione. Un incentivo per le famiglie di pescatori a guardare al mare con rinnovata fiducia e speranza.